7 luglio 2009

Con S. Margherita

Subito dopo aver eseguito i servizi (lavare i bagni, apparecchiare e pulizia corridoi)siamo partiti per l’eremo delle Celle con dei furgoncini. Lì si stava benissimo: si poteva sentire, come disse S. Francesco, vissuto a lungo in una delle tante celle, il Signore. Appena giunti lì un frate cappuccino, frate Franco, ci ha accompagnati a visitare la cella dove S. Francesco ha passato gran parte della sua vita. L’eremo delle celle è stato costruito 4 anni dopo la sua morte, appunto per ricordare la grotta dove è vissuto,da parte di 5 frati. La costruzione è durata 400 anni poiché nel 1200 non esistevano le macchine e lì era tutta roccia. Dopo aver visitato la cella di San Francesco abbiamo visitato la chiesa sempre dell’eremo delle Celle. In seguito ci siamo incamminati verso Cortona, lungo un tragitto di 2 km!
Lì abbiamo visitato la chiesa di S. Francesco, una chiesa affascinante. E’ stata costruita circa nel 1250 per opera degli stessi 5 frati che hanno costruito l’eremo delle Celle. Con la visita della chiesa di S. Francesco avevamo finito il nostro cammino sui passi di S. Francesco; ma attenzione,in quel momento ne stavamo cominciando un altro: quello su Santa Margherita da Cortona. Il nostro cammino cominciò fuori la chiesa quando, frate Franco, la nostra guida, ci parlò della vita di Santa Margherita. Santa Margherita nacque nel 1247 ed era estremamente povera, e il suo desiderio era che se fosse diventata ricca avrebbe aiutato i poveri. Il suo sogno si avverò perché essa, essendo bellissima, fece innamorare un nobile molto ricco da cui ebbe anche un figlio. Adesso che era ricca poteva aiutare i poveri, però non lo fece. Quando vedeva un povero girava la testa poiché gli faceva ribrezzo. Un giorno accadde una cosa orribile, gli venne assassinato il fidanzato. La famiglia di esso allora cacciò Santa Margherita. Lei tentò di tornare nella casa paterna, ma anche lì la cacciarono perché per ben 10 anni non si preoccupò di loro. Allora disperata, povera, con un figlio da mantenere prese una barca per tentare di attraversare il lago Trasimeno per raggiungere Cortona. Per non essere ridotta a fare la prostituta per guadagnarsi da vivere, andò a bussare nel monastero di Cortona. Rimase lì 3 anni. Mentre era lì lei sentì diverse volte la voce di Gesù proveniente da un crocifisso che gli diceva “poverella”. Se ne andò quando i frati gli trovarono una sistemazione da 2 suore che vivevano in una casa sempre a Cortona. A questo punto siamo andati al cancello dell’ex-monastero dove bussò Santa Margherita. In seguito, dopo un’altra camminata lunghissima, arrivammo nel convento dove visse per 13 anni. Lì ci accolse una suora che ci spiegò come Santa Margherita trascorreva le sue giornate. Ella verso i primi anni trascorsi lì effettuò una confessione riguardante tutti i peccati che aveva compiuto nella sua vita. Per preparare quella confessione impiegò diversi mesi. Dopo questa confessione il crocifisso non gli disse più “poverella” ma “sposa mia, figlia mia”. Una volta terminata la spiegazione della suora ci rimettemmo in cammino verso il rifugio fondato da Santa Margherita per i poveri e i portatori di handicap. Dopo abbiamo affrontato, sempre a piedi, una salita che sembrava interminabile. I nostri sforzi però non sono stati vani, alla fine della salita ci aspettava la chiesa dedicata a Santa Margherita. Quella chiesa è stata fondata vicino a dove restò per gli ultimi 7 anni della sua vita: una cella. Nella chiesa oggi si trova il suo corpo, conservato benissimo nonostante siano passati circa 700 anni dalla sua morte, e il crocifisso con cui lei dialogò. A quel punto tornammo all’eremo di Sant’Egidio verso le 18:00.

Antonio Abruzzese E Yuri Merlini

Nessun commento:

Posta un commento